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JuJitsu

JU-JITSU, mistero d’oriente.

 

Le origini del Ju-jitsu restano ancora oggi un’affascinante mistero non del tutto risolto. Infatti definire luoghi e periodi precisi per collocare storicamente il ju-jitsu non è possibile, in quanto esiste una carenza di documenti che possano testimoniare con certezza nascita ed evoluzione di questa disciplina. E’ una caratteristica  di tutte le arti marziali essere avvolte nel mistero poiché i Maestri delle antiche scuole custodivano gelosamente il “proprio sapere” e lo rivelavano, ai pochi prediletti allievi, solo verbalmente.  Nonostante tutto, le poche fonti in nostro possesso, abbastanza attendibili, collocano le origini del Ju-Jitsu intorno al XVI secolo. Nel Giappone si sviluppò intorno al XIX secolo e si può affermare, a ragione, di essere stato il progenitore di alcune arti marziali tra le quali il Judo. Letteralmente il significato di questa disciplina è “Arte della cedevolezza” ed ha come scopo principale quello di sfruttare tutte le potenzialità del corpo  e la forza dell’avversario per usarla a proprio vantaggio. Il Ju-Jitsu insegna ad avere più controllo sulle nostra mente attraverso il movimento e la gestualità.  Nei poli opposti della medicina orientale yin e yang (alto-basso, dentro-fuori, io-altro, mente-corpo) sta la ricchezza formativa del Ju-Jitsu. Controllare l’energia che è in ognuno di noi (ki) e distribuirla uniformemente è il vero scopo di questa disciplina.

 

Metodo Globale di Autodifesa

IL Metodo Globale di Autodifesa - FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali), che per una più semplice identificazione chiameremo MGA-FIJLKAM, è formato in sintesi da alcune tecniche fondamentali di combattimento affini a tutte le discipline Federali: Aikido, Judo, Ju-Jitsu, Karate e Lotta. MGA per soddisfare l'ampia domanda di corsi di Autodifesa, pur rispettando le regole conformi allo spirito di una disciplina sportiva, si differenzia da essa in quanto non segue l'insegnamento tradizionale proprio delle arti marziali sportive ma prevede un addestramento finalizzato al raggiungimento, in tempi brevi, di una buona preparazione rivolta esclusivamente alla tutela della incolumità di chi lo pratica. Inoltre, per far si che il metodo proposto possa essere destinato ad una vasta gamma di utenza, dai nuovi praticanti agli esperti oppure ai cultori della materia, sono state selezionate alcune tecniche volutamente semplici che, se applicate correttamente, possono salvaguardare coloro che le applicano da spiacevoli conseguenze per la loro integrità fisica. MGA prevede un programma semplice ma allo stesso tempo articolato, costruito sull'insegnamento di poche tecniche che possono essere utilizzate in più situazioni, dalla più semplice aggressione a mani nude alla più grave minaccia con l'uso di pistola, passando attraverso le aggressioni con uso di coltello, del bastone o comunque di armi occasionali che statisticamente sono quelle maggiormente utilizzate da parte di aggressori che non hanno premeditato la loro azione offensiva. MGA si è proposto di conseguire come primo risultato quello di creare nei praticanti il giusto equilibrio psicofisico che può derivare dalla conoscenza delle tecniche proposte e dalla capacità di applicarle ricavandone la massima efficacia utilizzando a proprio vantaggio l'energia negativa espressa da tutti gli aggressori. Gli aspetti tecnici fondamentali su cui è costruito MGA-FIJLKAM sono i seguenti: 1) studio di un metodo di facile apprendimento, in conseguenza della semplicità delle tecniche selezionate; 2) utilizzazione massima delle ore di insegnamento evitando di cadere nel tradizionale metodo di palestra e tenendo conto del tempo stabilito per conseguire risultati soddisfacenti; 3) studio ed apprendimento di poche tecniche che siano utilizzabili in tutte le situazioni; 4) ciclo finale dell'addestramento basato esclusivamente sul combattimento reale. MGA-FIJLKAM, inoltre, mantiene intatto l'aspetto "educativo" insito in tutte le discipline marziali federali mettendo in evidenza la necessità di curare valori ben precisi quali: 1) l'esigenza di ridurre la violenza al minimo; 2) la capacità di autocontrollo dei praticanti in qualsiasi momento, necessaria per rispettare i diritti altrui pur avvalendosi di un metodo di Autodifesa.

 

Tratto dal libro "MGA -  Il Metodo Globale di Autodifesa" di Giuseppe Locantore - edizioni collana FILPJK