JU-JITSU, mistero
d’oriente.
Le
origini del Ju-jitsu restano ancora oggi un’affascinante mistero non del tutto
risolto. Infatti definire luoghi e periodi precisi per collocare storicamente il
ju-jitsu non è possibile, in quanto esiste una carenza di documenti che possano
testimoniare con certezza nascita ed evoluzione di questa disciplina. E’ una
caratteristica di tutte le arti
marziali essere avvolte nel mistero poiché i Maestri delle antiche scuole
custodivano gelosamente il “proprio sapere” e lo rivelavano, ai pochi
prediletti allievi, solo verbalmente.
Nonostante tutto, le poche fonti in nostro possesso, abbastanza
attendibili, collocano le origini del Ju-Jitsu intorno al XVI secolo. Nel
Giappone si sviluppò intorno al XIX secolo e si può affermare, a ragione, di
essere stato il progenitore di alcune arti marziali tra le quali il Judo.
Letteralmente il significato di questa disciplina è “Arte della cedevolezza” ed
ha come scopo principale quello di sfruttare tutte le potenzialità del
corpo e la forza dell’avversario per
usarla a proprio vantaggio. Il Ju-Jitsu insegna ad avere più controllo sulle
nostra mente attraverso il movimento e la gestualità. Nei poli opposti della medicina orientale yin e yang (alto-basso,
dentro-fuori, io-altro, mente-corpo) sta la ricchezza formativa del Ju-Jitsu.
Controllare l’energia che è in ognuno di noi (ki) e distribuirla uniformemente
è il vero scopo di questa disciplina.
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